Portovenere: fortezze, grotte e troppi turisti
All'estremità del Golfo dei Poeti, un borgo stretto tra roccia e mare che vive di UNESCO e crocieristi
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Portovenere sta su una lingua di terra che chiude la Spezia da un lato e guarda le isole Palmaria, Tino e Tinetto dall'altro. È piccolo: 3500 abitanti su sette chilometri quadrati. In bassa stagione è gestibile. Da maggio a settembre è un fiume di gente che scende dai pullman, fotografa la chiesa di San Pietro, sale al castello e risale.
Il borgo ha un patrimonio militare importante. Il castello domina dall'alto, le mura scendono fino al mare, il Forte Cavour e il Forte Umberto I stanno sui punti strategici. Poi c'è la Torre Scola, in mare, e la Fortezza del Varignano sul versante opposto. Erano tutti pezzi di un sistema difensivo che proteggeva il golfo. Oggi sono beni culturali, alcuni visitabili, altri chiusi.
Chiesa, grotta e il problema del parcheggio
La chiesa di San Pietro è quella che finisce nelle cartoline: bianca e nera, a picco sugli scogli, con il portico a vista sul mare. Dentro è semplice. La Grotta dei Colombi, sotto la chiesa, è un sito archeologico con tracce preistoriche. Si visita, ma non aspettarti spazi ampi.
San Lorenzo è la parrocchiale, gotica, con il portale del XII secolo. È nel centro del borgo, tra le case strette. San Giovanni Battista è romanica, bianca, squadrata. Il santuario di Nostra Signora delle Grazie sta più in alto, ma la vista non ripaga la salita se hai poco tempo.
Il parcheggio è un problema reale. Quelli vicini all'ingresso del borgo sono a pagamento e pieni dalle 10 in poi. L'alternativa è parcheggiare fuori e scendere a piedi, oppure arrivare in battello dalla Spezia. Il battello è comodo, evita la macchina, ma dipende dagli orari e dal meteo.
Isole, parco naturale e fondali
Portovenere è dentro un parco naturale regionale che include Palmaria, Tino e Tinetto. Palmaria è raggiungibile in traghetto, ha sentieri e calette. Tino è militare, si può visitare solo il 13 settembre per San Venerio. Tinetto è uno scoglio con resti di un antico monastero.
I fondali attorno alle isole sono zona SIC. Si fa immersione, ma serve permesso e accompagnamento. Le acque sono pulite, la biodiversità è buona. Non è esotico, è Mediterraneo.
La villa romana del Varignano è un sito archeologico con mosaici e strutture termali. Apre a fasce orarie limitate. L'area del monastero di San Venerio al Tino è visitabile solo nella giornata di settembre.
Quando e come
Il periodo migliore è aprile-maggio o settembre-ottobre. L'estate porta troppa gente. Il borgo è stretto, le strade sono vicoli. Con la folla non si cammina, si procede.
Arrivare in auto significa parcheggiare fuori e scendere. Da La Spezia c'è un bus di linea che impiega venti minuti. Il battello è più lento ma più comodo, parte dal molo turistico.
Se vuoi vedere tutto (chiesa, castello, grotta, isole) servono almeno quattro ore. Se punti solo al borgo e alla chiesa, due ore bastano. Portati scarpe comode: le salite sono ripide e i sampietrini scivolano.
Il Basilico Genovese DOP si trova nei ristoranti, ma non aspettarti prezzi da entroterra. Siamo in zona UNESCO, i conti lievitano di conseguenza.