Ravello, dove la Costiera Amalfitana guarda dall'alto
A 375 metri sul mare, tra giardini sospesi e valloni protetti, un borgo che ha scelto la quota invece della spiaggia
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La strada da Amalfi sale a tornanti stretti, lasciandosi dietro il traffico della costiera. A Ravello l'aria cambia: più fresca, meno salata. Dalle terrazze dei giardini si vede il mare, ma da una distanza che permette di respirare. Duemilacinquecento abitanti, sette chilometri quadrati di territorio che scende ripido verso i valloni, protezione europea per la natura che cresce tra le pieghe della roccia.
La mattina presto, prima che arrivino i pullman, Piazza Duomo è un palcoscenico vuoto. Il Duomo di Ravello si affaccia sulla piazza con la sua facciata rifatta, le porte di bronzo che brillano al sole. Dentro, l'ambone del XIII secolo racconta storie di mosaici e draghi. Accanto, il Museo del Duomo custodisce quello che il tempo non ha portato via: argenti, reliquiari, frammenti di un passato mercantile che qui ha lasciato tracce di ricchezza.
I giardini che Wagner ha reso famosi
Villa Rufolo è il motivo per cui molti vengono. I giardini a terrazze, il belvedere che si sporge sul vuoto, quel senso di sospensione tra cielo e acqua che Wagner ha trasformato in musica. D'estate, il festival porta orchestre e palchi all'aperto. Ma anche fuori stagione, quando i turisti sono pochi, i giardini mantengono quella qualità di silenzio che rende tutto più nitido: il canto degli uccelli, il fruscio del vento tra i pini, il rumore lontano del mare.
Il Museo del Corallo racconta un'altra storia, quella di un'arte che lungo la costiera ha significato commercio e prestigio. Pezzi lavorati, cammei, oggetti che venivano da lontano e qui trovavano mani capaci di trasformarli. È un museo piccolo, si visita in mezz'ora, ma utile per capire che Ravello non è sempre stata solo giardini e concerti.
Valloni e natura protetta
Pochi si spingono oltre il centro. Eppure, a meno di un chilometro dal Duomo inizia il territorio del Valloni della Costiera Amalfitana, zona di protezione speciale. Sentieri che scendono ripidi tra lecci e castagni, verso le sorgenti del Vallone delle Ferriere. Qui la natura è quella vera: umida, ombrosa, con felci che crescono sulle rocce e ruscelli che in primavera gonfiano d'acqua. La Dorsale dei Monti Lattari corre più a nord, ma anche da Ravello si può raggiungere, con gambe allenate e voglia di camminare.
La mozzarella STG si trova nei ristoranti del borgo, servita con pomodori locali o come parte di piatti più elaborati. Non è la bufala campana DOP, ma quella certificazione europea che garantisce il metodo tradizionale. Qui la mangiano fresca, appena fatta, con un filo d'olio e basilico.
Quando venire (e quando evitare)
Ravello in agosto è un'altra cosa. Il festival riempie le piazze, i prezzi salgono, trovare un tavolo libero diventa complicato. Se potete, venite in primavera o in autunno. Ottobre è perfetto: la luce è ancora bella, il caldo si è calmato, i giardini mantengono il verde.
Da Salerno si arriva in autobus, con cambi ad Amalfi. In auto, preparatevi a parcheggiare fuori dal centro e camminare. Le strade sono strette, i parcheggi pochi. Ma una volta arrivati, tutto è a piedi. E forse è meglio così.