Scanno, il borgo che ha imparato a vivere con i turisti (e senza)
A 1050 metri, tra chiese che nessuno conta più e un lago che fotografano tutti, c'è un paese che ha capito come restare se stesso
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Scanno ha un problema: è troppo bello per passare inosservato, ma troppo piccolo per gestire tutta l'attenzione che riceve. Millesettecento abitanti che d'estate diventano diecimila, poi tornano ad essere millesettecento. È come avere una festa in casa tre mesi l'anno e poi ritrovarti da solo col silenzio.
La prima cosa che noti è il lago. Non quello del paese, ma quello che sta due chilometri e mezzo fuori, formatosi nel 1800 dopo una frana. È lì che vanno tutti a farsi la foto. Fa parte delle aree protette della zona, insieme alle Gole del Sagittario e al Monte Genzana. Il paesaggio è quello: montagna vera, quella che d'inverno ti chiude in casa e d'estate ti salva dal caldo.
Le chiese che nessuno ti dirà di vedere
Qui dentro ci sono sei chiese catalogate come beni culturali. Sei, in un paese di millesettecento anime. C'è la Madonna del Lago, San Giovanni Battista, Sant'Antonio da Padova, Santa Maria della Valle, le Anime Sante. Poi c'è il Museo della lana, che racconta quando questo mestiere dava da mangiare a mezzo paese.
Il punto è che nessuno viene qui per le chiese. Vengono per il lago, per le foto, per dire "sono stato a Scanno". Le chiese restano lì, aperte quando sono aperte, chiuse quando non c'è nessuno a tenerle aperte. Eppure sono loro che ti raccontano davvero il posto. Non il lago, che è bello ma muto.
Cosa resta quando se ne vanno tutti
Ho parlato con una signora che gestisce un negozio di souvenir. Mi ha detto che d'estate lavora dodici ore al giorno, poi a ottobre chiude e va a vivere da sua figlia a Sulmona. "Qui d'inverno non ci resta nessuno", mi ha detto. Non era triste, era un fatto.
Scanno ha tre certificazioni ufficiali: Borghi più belli d'Italia, Bandiera Arancione del Touring, Bandiera Blu per il lago. Sulla carta è il massimo. Nella pratica significa che d'estate non trovi parcheggio e d'inverno trovi solo neve.
Il vino qui è il Trebbiano d'Abruzzo, che ha la DOP ma non è che lo producano in paese. Lo bevono, quello sì. Nei ristoranti te lo servono come "vino della zona", anche se probabilmente arriva da venti chilometri più in là.
Quando venire (e quando no)
Se vuoi vedere Scanno com'è davvero, vieni a maggio o a settembre. Trovi tutto aperto, poca gente, e il lago ha ancora senso visitarlo. D'estate è un formicaio. D'inverno è bello solo se ti piace la montagna silenziosa e non ti aspetti niente di aperto dopo le cinque del pomeriggio.
Per arrivarci: da Roma sono due ore e mezza, da Pescara un'ora e quaranta. L'autostrada più vicina è la A25, poi sono trenta chilometri di curve. Niente treni, solo autobus da Sulmona e nemmeno tutti i giorni. Vieni in macchina o non venire.
Vale la pena? Sì, ma una volta. È uno di quei posti che funzionano meglio nel ricordo che nella realtà. Non perché sia brutto, ma perché è esattamente come te lo aspetti. E forse, ogni tanto, un po' di sorpresa non guasterebbe.